La frequenza di pubblicazione del blog può fare la fortuna di un blog. Sul serio. Se riesci a intercettare il ritmo ideale per le tue attività puoi trovare l’equilibrio tanto atteso da chi scrive per il web. Sto parlando di visite. Ma non semplici click sul sito.

Mi riferisco a potenziali lead, persone interessate al tuo operato. E che potrebbero diventare un buona possibilità per guadagnare online. L’inbound marketing serve proprio a questo, giusto? C’è un problema però: devi capire ogni quanto pubblicare.

Sembra facile. Scrivi articoli che ami, li metti online e aspetti che arrivino i frutti. Ma quanti post devi produrre a settimana? Esiste una regola? Niente di ufficiale, ma ci sono una serie di consigli che puoi seguire per capire il ritmo di pubblicazione.

Pubblicare di più per aumentare traffico e lead

Il concetto è questo: pubblicare più articoli vuol dire aumentare le visite del blog. Non è una regola sempre valida, ma questo principio segue un passaggio logico. Vale a dire, più articoli hai in pista e maggiori sono le opportunità di intercettare traffico virtuoso.

Puoi anche trovare clienti online. Come mostra questa ricerca di Hubspot (2017) i blog aziendali che pubblicano tanti aggiornamenti aumentano traffico e lead. Un’azienda con 100 articoli sul blog ha maggiori probabilità di ottenere clienti. Questa riflessione porta ad altre domande.

Ad esempio quanti articoli pubblicare a settimana? Avere tanti post sul blog, ovviamente in tema e studiati, vuol dire moltiplicare le porte aperte ai clienti?

aumentare traffico blog
Più articoli vuol dire traffico in aumento.

Ma è sempre così? No, questa è una regola di causa/effetto che deve essere accompagnata da una serie di valutazioni che abbracciano dei punti essenziali.

Come quelli relativi alla qualità, alle possibilità a disposizione della singola realtà e alle correlazioni con la SEO. Da dove iniziamo? Io punto subito sulle risorse.

Per approfondire: come pubblicare un articolo al giorno

È sempre più difficile scrivere articoli per il blog

Nel corso degli anni la situazione è diventata sempre più difficile, anche a causa della concorrenza in continuo aumento e delle necessità tecniche. Mantenere una frequenza di pubblicazione del blog elevata vuol dire investire nella scrittura online.

Non è facile pubblicare post degni di questo nome. Nel corso degli anni il tempo necessario per confezionare un articolo è aumentato. Queste statistiche di Orbimedia parlano chiaro: c’è bisogno di un’attenzione in più per scrivere e pubblicare.

Secondo Ann Handley, intervistata nell’articolo, il tempo necessario a scrivere e la lunghezza dei post sono in aumento e la frequenza di pubblicazione diminuisce. Non abbiamo bisogno di più contenuti, abbiamo bisogno di contenuti migliori.

La qualità dell’articolo vale più della quantità

Questa è la chiave di tutto. Pubblicare tanto è una chiave di lettura, ma sei capace di mantenere ritmi alti con una qualità sempre elevata? Non è semplice, sai?

Soprattutto perché è difficile decifrare questo concetto. La qualità di un contenuto non riguarda la lunghezza, ma la capacità di rispondere a un’esigenza specifica.

Questo comporta attività collaterali

Il primo passaggio per chi inizia questo percorso deve essere, per ovvi motivi, una ricerca attenta delle query espresse dal pubblico. Solo così puoi creare uno schema.

Parlo di una mappa mentale dei titoli. Il primo passo verso la qualità si ottiene scrivendo articoli dedicati alle esigenze del pubblico. I tool che ti possono aiutare:

Poi devi capire come scrivere questi post. Quanti immagini inserire? Devo aggiungere anche un video? Meglio un articolo breve o lungo? Queste sono domande che possono trovare risposta solo analizzando i risultati su Google e l’intento di ricerca.

Scarica il modello di calendario editoriale pensato per le tue esigenze di blogging

Post brevi e lunghi: cosa scegliere?

Se la query è molto specifica, e propone una serp piena di post brevi ma concentrati su un intento di ricerca, forse questa è la strada da seguire: articoli brevi. Mentre una ricerca generica può richiedere la stesura di un long form content.

Magari un pillar article o un cornerstone content: lavori lunghi e articolati che tendenzialmente (ma non per forza) hanno ottimi risultati nei motori di ricerca. Questo risultato è confermato da diverse ricerche come conferma il grafico.

articoli lunghi
Meglio post lunghi o brevi per la SEO?

Perché riescono a intercettare richieste diverse. Non sempre un articolo si posiziona su Google con più parole chiave, ma un contenuto corposo ha maggiori possibilità di farlo. L’articolo breve copre un’unica query, probabilmente una long tail keyword.

Interessante. Ma investire tempo nella creazione di articoli lunghi, ben strutturati e necessari può essere la chiave di volta di una strategia editoriale sempreverde.

Analizzare la serp per capire cosa scrivere

La serp propone molte immagini, soprattutto above the fold? Forse le persone cercano questo contenuto, se si inseriscono dei box con libri e prodotti specifici l’attenzione potrebbe rivolgersi verso questi elementi. Studiare la serp vuol dire capire come scrivere l’articolo, se deve essere un post breve o lungo.

analizzare la serp

Poi ci sono i passaggi necessari per la ricerca e l’organizzazione delle fonti, ma anche per confezionare contenuti multimediali. Vuoi creare delle immagini speciali con Canva, ma hai bisogno anche di un video per approfondire un tema.

Devi ottimizzare i meta tag Google, ridurre il peso delle foto, inserire link interni. Insomma, c’è tanto lavoro da fare. Questo porta via tempo, e non sempre è possibile rispettare questi punti mantenendo una frequenza di pubblicazione del blog alta.

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Attenzione alla SEO: postare è un problema?

La frequenza di pubblicazione del blog deve tener presente questo argomento. Il calendario editoriale è stato creato pensando anche a cosa pubblicare per intercettare le ricerche informazionali del pubblico? Perfetto, questo è inbound marketing.

Ma non sempre pubblicare di più vuol dire migliorare la relazione tra blogger e buoni risultati su Google. In un mondo ideale, nel quale ho il massimo tempo possibile per studiare il piano editoriale, potrebbe essere così. Ma ci sono dei limiti.

Cannibalizzazione dei contenuti

Il primo problema: per aumentare la frequenza di pubblicazione del blog rischi di affrontare contenuti simili. Vale a dire articoli che si sovrappongono e cercano di rispondere alla stessa query. Risultato? Google preferisce solo uno dei risultati.

contenuti simili

È difficile ottenere due risultati nella serp per un’unica query, devi lavorare bene sull’intento di ricerca e capire se c’è la possibilità di inserire sfumature diverse in articoli simili, in modo da non metterti i bastoni tra le ruote da solo.

Nella maggior parte dei casi avviene questo: pur di rispettare il ritmo di pubblicazione scrivi articoli che entrano in competizione. Ripetono ciò che hai già detto.

Creando non contenuti duplicati ma ridondanti. E Google non premia questo comportamento. Se vuoi ottenere buoni contenuti devi limitare questo lavoro.

Limita i contenuti inutili

La tendenza è quella di risparmiare crawl budget (le risorse che Google conferisce a un sito per la scansione) e fare in modo che sul blog ci siano solo contenuti utili. Non per forza con uno smaccato intento SEO, non voglio limitare articoli di opinione.

Anche la discussione con il pubblico lavora a favore del brand. Dico solo che pubblicare ogni anno un articolo dedicato agli auguri di Natale è un peso inutile per il blog. Secondo uno dei portavoce di Google conviene lavorare in questo modo:

If you have Thanksgiving content, and then you have Christmas content, and then you have Easter content, or whatever you have, then it might make sense to have one page that’s just for seasonal activities essentially. Where you swap out the content depending on what season you’re trying to target.John Mueller

Se moltiplichi questo evento per un numero infinito di occasioni (Pasqua, compleanno, rubriche, news di eventi) rischi di creare una marea di contenuti che nessuno leggerà. E che non si posizioneranno. Diventando solo un problema.

Meglio pubblicare di meno, mantenere un URL unico per contenuti stagionali e ridondanti. Per chiudere il cerchio: prima di aumentare il ritmo e la frequenza di pubblicazione del blog cerca di capire come rispondere alle domande del pubblico senza pestare i piedi ad altri articoli e pagine. Non facile, vero?

Ogni quanto pubblicare su un blog e migliorare?

Io credo che un blog appena nato debba raggiungere una massa di contenuti interessante per farsi notare e trovare: senza articoli il traffico non aumenta. Ma fin dal primo giorno bisogna gestire il calendario editoriale con cura:

  • Pubblica articoli dopo aver verificato l’interesse del pubblico.
  • Gestisce tag e categorie senza creare sovrapposizioni.
  • Non sovrapporre pubblicazioni stagionali.

Una buon ritmo di pubblicazione: 3 articoli a settimana. Quanti articoli deve avere un blog per iniziare? Non c’è una regola, ma per iniziare a vedere qualche risultato devi essere sul pezzo. Parlo del traffico da aumentare, ma anche della community.

Aggiornare al posto di pubblicare

Nel frattempo puoi fare qualche prova e iniziare a rallentare. Se ne hai bisogno, ovvio. Anche io ho cambiato ritmo di pubblicazione su My Social Web. Proprio perché sono arrivato a un punto di saturazione: basta affrontare nuovi temi.

ritmo di pubblicazione - aggiornare vecchi post

Meglio aggiornare i vecchi contenuti. Io, ad esempio, oggi pubblico 1 o 2 post a settimana, molto approfonditi, e riprendo ogni giorno anche più articoli vecchi. Aggiorno i contenuti, a volte li riscrivo. Poi cambio immagini, aggiungo link interni.

Miglioro anche grassetto, corsivo e tutto ciò che serve. In realtà questo lavoro mi ha portato a un aumento sensibile delle visite e dei potenziali lead. Anche hubspot conferma il contributo virtuoso di questo lavoro come vedi dal grafico in alto.

Il rapporto tra freshness, contenuti e SEO è decisivo: puoi fare molto migliorando ciò che è già online. Basta inserire gli aggiornamenti nel calendario editoriale.

Da leggere: come ridare vita ai vecchi contenuti

Esiste una frequenza di pubblicazione del blog?

No, alla fine non è possibile definire un ritmo ufficiale e definitivo per le pubblicazioni del blog. Non esiste una regola ufficiale e lo so che questo è un problema per molti: le regole fanno comodo. Perché ti esonerano dal pensare e dall’impegnarti.

Non puoi lavorare così. hai un calendario editoriale e questo ti serve per avere una linea guida. Ma devi essere tu a valutare, un passo alla volta, per capire qual è il tuo equilibrio. Secondo te esiste una frequenza di pubblicazione del blog? Tu quanti articoli scrivi per il tuo blog? Lascia la tua opinione nei commenti, come sempre.

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