La verità è semplice: Google Plus chiude e pochi sentiranno la mancanza di questo social. Non sono io a essere severo, è un sentimento condiviso. Questa piattaforma ha dato tutto quello che poteva. E oggi, semplicemente, trascinava il suo cadavere.

google plus chiude
Bene, Google plus chiude. E ora?

Ok, la colpa è del pubblico che non ha capito. E degli utenti che usavano i gruppi per fare spam. Ma è così? O forse qualcuno ha investito nella direzione sbagliata?

Non è facile trovare una risposta. Senza dimenticare che tutto questo si basa su equilibri che noi mortali possiamo solo a immaginare. Beh, ci vogliamo provare? Ecco una serie di riflessioni unite a informazioni utili per prepararsi alla chiusura.

Quando chiude Google Plus: la data

Il giorno della serrata definitiva di questo social network (chiamiamolo così per comodità ma non è così) è stabilito: 2 aprile 2019. Sì, c’avevo pensato anche io a un pesce d’aprile di Google, ma in effetti ci sono tutti i presupposti per dare massimo credito a tutto ciò.

La chiusura di Google Plus, infatti, ha radici lontane. Nel 2018, tramite comunicato stampa, si confermava la decisione di terminare il progetto. Con buona pace degli utenti che ancora credono nel progetto.

Questo a causa di un bug che avrebbe messo a repentaglio i contatti del pubblico. Il grande progetto che avrebbe unito social e motore di ricerca, presentato nel 2011 da Larry Page con grandi squilli di tromba, cade sotto i colpi della sicurezza dati.

Da leggere: come creare una buona privacy policy

Progetto Strobe: cos’è e cosa comporta

I segni di cedimento di Google Plus erano nell’aria, ma la task force interna Project Strobe aveva l’obiettivo di verificare eventuali crepe. Scopo ultimo del lavoro: “This project looked at the operation of our privacy controls”. Risultato?

There are significant challenges in creating and maintaining a successful Google+ product that meets consumers’ expectations. Action 1: We are shutting down Google+ for consumers.

Un bug avrebbe esposto a rischio privacy un bel po’ di profili. Sono state eseguite analisi dettagliate nelle settimane precedenti alla patch del bug: 500.000 account Google+ erano potenzialmente interessati, questo è riassunto nella nota ufficiale.

Project Strobe, in buona sintesi, suggerisce un punto chiaro. L’investimento necessario per tamponare tutto ciò, alla luce anche dei recenti scandali di Cambridge Analytica che hanno coinvolto Facebook, è troppo impegnativo.

Google Plus chiude solo per la privacy?

No, in realtà è lo stesso Big G che in qualche modo ammette lo scarso interesse per quest’avventura. Nella già citata comunicazione, Google fa sapere che ormai i dati parlano di una piattaforma quasi morta. Pensa all’engagement.

The consumer version of Google+ currently has low usage and engagement: 90 percent of Google+ user sessions are less than five seconds.

Il 90% delle sessioni su Google+ è inferiore a cinque secondi. Questo significa che, nella migliore delle ipotesi, le persone arrivano sul profilo, pubblicano un link e se ne vanno. Senza commentare e interagire. Perché è successo tutto questo?

Troppo complicato

Diciamo la verità: questo discorso delle cerchie non era proprio il massimo della chiarezza. O meglio, io l’ho capito ma sai bene che questo è un discorso che non fa testo: l’esperto di web marketing non è l’utente medio, il tuo vicino di casa.

meme google plus
Un meme che cerca di spiegare cosa succede su G+

Le persone chiedono come funziona Twitter, qual è il meccanismo che si nasconde dietro a quel follower e following. Figurati cosa può pensare rispetto al meccanismo delle cerchie. Molto raffinato. Ma alzare queste barriere vuol dire frenare l’uso.

Senza un’anima

Tutti i social che hanno avuto successo sono nati da un’idea grezza e appassionata. Anche quel mostro che fagocita ogni cosa che risponde al nome di Facebook.

In realtà non è nato per dominare il mondo ma come luogo di ritrovo per universitari. Anzi, il predecessore Facemash metteva a confronto foto di ragazze.

E Google+? L’anti-Facebook, il piede di Google nel mondo social, il tentativo di guadagnare un ruolo in una fetta di mercato. Sai cosa? Forse Google Plus chiude proprio perché non nasce dal basso: senza passione e anima, non crea qualcosa.

meme gplus
Facile ironia su Google Plus.

Non soddisfa un bisogno forte e imprescindibile. L’ultima rivoluzione è stata quella delle storie di Snapchat che hanno avuto un gran successo. E sono state fagocitate da Instagram e Facebook, togliendo blocchi di pubblico a tutto il resto.

Imposto dall’alto

Diciamo questo: Google Plus chiude anche perché è stata una scelta forzata. All’inizio abbiamo avuto tassi di crescita infiniti. Perché bastava iscriversi a uno qualsiasi dei prodotti di Mountain View, tipo Gmail, per avere il profilo G+.

Quindi, tanti utenti ma poco coinvolgimento. Poi c’era la relazione con la SEO e l’autorship, l’avatar nella serp che in qualche modo collegava il tuo essere presente su Google Plus con i risultati di ricerca. La serp non è mai stata più vivace.

Google plus avatar
Metti la foto nella pagina Google.

Tutto molto bello, ma sempre relativo al mondo della tecnica e della promozione online. L’utente medio ignora tutto questo e il web marketer lo sfrutta per i suoi torbidi fini. Ma l’aspetto umano che rende tutto efficace su un social network dov’è?

Come scaricare i dati da Google Plus

Questa è una preoccupazione comune: per chi ha molti contenuti da non perdere è possibile scaricare tutto ciò che hai pubblicato e organizzato. Per fare questo basta andare sulla pagina del tool ufficiale takeout di Google che consente di scegliere.

Come scaricare i dati da Google Plus
Qui puoi conservare i dati.

In sintesi, puoi fare il download di tutto. Ad esempio c’è la possibilità di scaricare foro, post, commenti, cerchie, raccolte ed eventi. Questo vale per profili privati, pagine e community. L’aspetto interessante: puoi salvare tutto, in sicurezza.

Scegli come salvare i tuoi dati.

Ma dove mettere tutto ciò che hai scaricato? Il processo di salvataggio dà molte opzioni. Definendo, ad esempio, il formato preferito o dove lasciare il file compresso, sul computer o in cloud. Magri su Google Drive, Dropbox o Onedrive.

Login, accessi, contenuti vari

La data è fissata. Il 2 aprile 2019 ci sarà la chiusura della piattaforma. Questo porterà all’eliminazione dei profili, delle pagine e dei contenuti. Già dal 4 febbraio non si possono creare nuovi account, community ed eventi. E l’accesso con G+ sarà sostituito con il login di Google. Tutto il resto come si può conservare?

Da leggere: come fare backup dei social network

Quale sarà il futuro social di Google?

G+ ha deciso di abbandonarci. Non è l’unico esperimento social di Mountain View andato male. Google Buzz è stata una meteora più rapida, ma in fin dei conti questo è solo il modo di procedere di ogni azienda che cerca di innovare:

Si prova, si sbaglia, si riprova. Appunto, secondo te quale sarà il futuro social di questo motore di ricerca? Avremo, prima o poi, un nuovo Google Plus per unire ambiente social e search? Lascia la tua opinione nei commenti, è importante.

The post Chiusura di Google Plus: cosa fare e perché accade tutto ciò? appeared first on My Social Web.

Powered by WPeMatico

Leave a comment